Una corte medievale lungo la roggia

La località Maiaroff è abitata da circa duemila anni. Tra Ottocento e Novecento qui sono emersi reperti di età romana, databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. Ci sono anche tracce di un insediamento continuato in epoca gotica e longobarda e alcuni monili della cultura slava alpina detta di Köttlach (X–XI secolo). Oggi questi reperti sono conservati nei musei di San Vito al Tagliamento e di Tesis di Vivaro.
Il nome ha origine germanica e risale al tedesco medievale. Meier ("fattore") e hof ("corte, fattoria") indicano una masseria guidata da un agricoltore che amministrava le terre per conto del signore. Secondo un'altra interpretazione, il toponimo indica la "corte del Signore", sede del balivo del territorio prima che il potere si spostasse nel castello di Valvasone.
Acqua e potere: i mulini nel Friuli medievale

Nel Medioevo costruire un mulino era un'impresa costosa. Servivano molto legno, i metalli per chiodi e ingranaggi, le pietre per le macine trasportate dalle cave e soprattutto la possibilità di usare l'acqua di un fiume o di una roggia. Per questo nel Friuli occidentale, almeno dal IX–X secolo, chi governava una corte o un villaggio possedeva anche il mulino. I contadini portavano lì il proprio grano e pagavano la macinatura con denaro o con una parte del raccolto.
1359: la prima testimonianza

Il primo documento che parla del mulino risale al 1359. Il nobile Simone di Valvasone, signore del territorio, affittò a Giovanni Martignacco, originario di Rivis ma residente a Valvasone, una segheria già esistente.
La segheria era mossa da una ruota idraulica sulla roggia che avrebbe poi preso il nome di "Roggia dei Mulini", lungo la strada tra Valvasone e San Lorenzo. Il contratto imponeva di aggiungere alla segheria un mulino a una ruota per macinare i cereali.
Simone di Valvasone era lo stesso nobile che nel 1355 aveva fatto ricostruire l'Ospedale di Santa Maria delle Grazie.
Dai conti di Valvasone alle famiglie di mugnai

Dopo il 1359 non si conoscono altri documenti fino alle mappe catastali dei primi decenni dell'Ottocento. In quelle mappe il complesso, formato da mulino, abitazione e annesso rustico, appartiene ancora ai nobili di Valvasone, che lo affidavano a famiglie di mugnai. A quel tempo il mulino aveva tre ruote idrauliche verticali per macinare frumento e orzo.
La famiglia De Giusti

I De Giusti sono una famiglia di mugnai che aveva già lavorato in altri mulini del Friuli, come quelli di Camino al Tagliamento e Orcenico Superiore. Si stabilirono al Maiaroff all'inizio dell'Ottocento. Tra il 1910 e il 1917 Stefano De Giusti acquistò il mulino e i terreni intorno.
Nel 1927 le tre ruote furono sostituite da una turbina idraulica. Nella stessa occasione furono rinnovati i macchinari e alle due macine in pietra si aggiunse un laminatoio a cilindri. Intorno al 1930 alcune parti degli edifici furono abbattute e ricostruite più ampie: casa, stalla, cantina, pollaio e porcilaia. Altri lavori furono eseguiti tra gli anni '50 e '60, e nel 1976 fu fatto un restauro storico.
L'ultimo mugnaio

Leo De Giusti è stato l'ultimo mugnaio in attività e ha chiuso l'attività aperta al pubblico nel 1989. Le macine però non si sono mai fermate. Grazie alla passione del figlio Umberto, il mulino è arrivato intatto a nipoti e bisnipoti. Ancora oggi macina mais e frumento per la famiglia e per le attività didattiche.
Oggi: energia pulita e porte aperte
L'acqua della roggia continua a far girare la turbina, che si trova sotto il pelo dell'acqua e oggi produce energia idroelettrica rinnovabile. Il salto d'acqua che dà forza al mulino si vede ancora bene. Grazie agli interventi dei proprietari attuali, nipoti e bisnipoti dell'ultimo mugnaio, anche l'abitazione è a basso impatto ambientale.
Il Mulin dal Maiaroff fa parte dell'Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici (AIAMS). Si può visitare su prenotazione, durante le giornate dedicate ai mulini e in occasione di eventi, con percorsi didattici per le scuole e per chiunque sia curioso.

Fonti: Testo storico di Pier Carlo Begotti, con integrazioni da AIAMS e Paesi Strade Tagliamento.